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Pomigliano prega per Antonietta e le due bimbe

Di Giugno 26, 2017Luglio 5th, 2017Cronaca, Primo piano
raffaele e antonietta ,pomigliano sotto shock

POMIGLIANO D’ARCO. E’ una città sotto choc quella che non riesce a capacitarsi della morte di Raffaele e del suo piccolo e prega per il resto della famiglia, mamma e due bimbe, ancora in ospedale. L’ultima domenica di giugno é stata funestata da due gravi incidenti stradali, uno in Calabria e l’altro in Sicilia. Il primo, avvenuto lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ha provocato quattro morti, tra cui un bambino di otto anni, mentre il secondo, con tre morti, si é verificato sulla strada statale 194, detta “Ragusana”, all’altezza di Lentini.

L’incidente sulla Salerno-Reggio é avvenuto tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno, nella galleria “Jannello”, interessata in questo periodo da lavori e per questo a doppio senso di circolazione su un’unica carreggiata. Elemento questo che, a prescindere dalle responsabilità dei singoli conducenti, é alla base dell’impatto tra le due auto coinvolte, che si sono scontrate frontalmente. I tratti dell’autostrada a doppio senso di circolazione sono di per sé pericolosi, ma lo diventano ancora più nelle gallerie, dove i rischi per gli automobilisti aumentano a dismisura.

Due delle quattro vittime dell’incidente avvenuto in Calabria erano di Pomigliano d’Arco (Napoli) e viaggiavano a bordo di una Renault. Si tratta di Raffaele La Rocca, di 40 anni, e del figlio Luigi, di 8 anni. Sulla vettura si trovava anche la moglie di La Rocca, Antonietta Dentino, di 37 anni, ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale di Cosenza, e le altre due figlie della coppia, una di quattro anni e l’altra di 12, anche loro ricoverate a Cosenza. Le altre due persone decedute nell’incidente, che viaggiavano su una Suzuky, sono Santo Moschella, di 85 anni, ed Olga Brancone, di 83, residenti a Genova. La ferita le cui condizioni suscitano maggiore preoccupazione é Antonietta Dentino, ricoverata con riserva della prognosi.

A Pomigliano c’è sgomento perché tutti conoscevano la famiglia La Rocca: dovevano tornare domenica a casa dopo un breve periodo trascorso al mare. Raffaele lavora come addetto al caseificio dei fratelli Beneduce e tra tanti sacrifici manda avanti la famiglia.