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Prima vittima d’incendio in Campania

Di Luglio 18, 2017Cronaca, Primo piano
prima vittima delle fiamme a giugliano in campania

Gli incendi hanno fatto la loro prima vittima in Campania. Un commerciante di 53 anni, Giovanni Battista Panico, titolare di un’attività commerciale a Giugliano (Napoli), è morto precipitando dal tetto del suo capannone. L’uomo vi era salito preoccupato per le fiamme che stavano lambendo la struttura, quando un lucernario ha ceduto facendolo precipitare. La vittima ha battuto la testa ed è deceduta sul colpo.

Sembra che l’uomo fosse salito sul tetto per scattare foto da girare all’assicurazione in modo da testimoniare i danni subiti dagli incendi alla propria attività. Con lui sul tetto era salito anche il suocero. Poi l’improvviso cedimento e il volo di diversi metri. Sull’episodio, accaduto in via San Francesco a Patria, indaga la polizia.

Costiera amalfitana divisa in due: chiusa la ss 163 – La costiera amalfitana è letteralmente divisa in due. Anas comunica che, a seguito di un incendio divampato domenica in corrispondenza del versante (lato monte) situato in adiacenza di un tratto della strada statale 163 “Amalfitana”, permane la chiusura al traffico tra il km 24,100 e il 24,400, nel territorio comunale di Conca dei Marini, in provincia di Salerno. La viabilità viene deviata su percorsi alternativi costituiti dalla Strada Provinciale ex ss 366 “Agerolina” oppure dalla Strada Provinciale 2 oppure ancora dall’Autostrada A3 Napoli-Salerno. La riapertura del tratto stradale sarà valutata nella giornata di martedì a seguito diopportune verifiche condotte da parte degli enti competenti.

Incendi sul Vesuvio, non si esclude la regia unica – Una regia unica dietro gli incendi che si sono sviluppati in questi giorni sul Vesuvio. E’ una delle ipotesi investigative, al momento non suffragata da elementi di fatto, alla quale lavorano gli inquirenti delle tre procure (Napoli, Torre Annunziata e Nola) che hanno avviato le indagini per reati che vanno dal disastro ambientale a incendio boschivo e distruzione di habitat. Al momento l’unico elemento che appare certo al di là di ogni ragionevole dubbio è la origine dolosa degli incendi e ciò sulla base di una serie di circostanze, già evidenziate nelle primissima fase delle indagini: dalle caratteristiche degli inneschi, alla contestualità degli incendi, la distanza tra i vari focolai, e il fatto che una volta spenti siano stati riaccesi di notte negli stessi luoghi.