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Boom di abusivi nella città del “pane cafone”. Regolari si ribellano: “Abbassano prezzi e ci fanno chiudere”

di  redazione  -  16 Febbraio 2020

 

 

Acerra (Chiara Castaldo). La città di Acerra è famosa per il tradizionale “pane cafone” che presenta delle precise regole di lavorazione: cottura a legna, lievitazione su tavole di legno e crosta croccante e spessa. Un alimento onnipresente nelle case dei napoletani.

 

Negli scorsi giorni la fama della città per la produzione del pane è stata sovrastata dallo scandalo emerso dai sopralluoghi dei carabinieri insieme al personale dell’ASL. L’indagine è avvenuta in un forno “abusivo” di Acerra privo dell’autorizzazione amministrativa e sanitaria. Il dato preoccupante è il rinvenimento di circa un quintale di legna da ardere consistente in pedane nelle quali erano ancora incastonate i chiodi. Le conseguenze sono gravi soprattutto per la tutela della salute dei consumatori.

 

“La salute è al primo posto perché oggi ci sono tante malattie causate da prodotti scadenti e lavorati in ambienti igienicamente non idonei. Questi sono fattori che sicuramente un locale abusivo presenta non essendo sottoposto a controlli periodici” ha spiegato un panettiere locale.

 

I titolari dei panifici in regola risentono di questa concorrenza sleale in quanto gli abusivi non essendo tassati abbassano i prezzi di vendita. Conseguentemente si ha un abbassamento generale dei prezzi del pane che sfocia nella chiusura di molte attività. Un prodotto da forno legale deve presentare tracciabilità degli ingredienti usati con relativa scheda tecnica delle materie prime. Il prodotto finito deve avere l’etichetta che presenta il lotto, la scadenza, i valori nutrizionali e l’indicazione dell’azienda che lo produce. Non conviene stare il regola ma è necessario che il consumatore sappia  il percorso seguito da un prodotto  dalla produzione alla commercializzazione. Ad Acerra purtroppo il numero dei panifici “abusivi” è esorbitante.