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Aggressioni, assembramenti e niente mascherine: la folle movida post lockdown

di  Redazione Cronaca  -  24 Maggio 2020

Napoli. La chiusura dei locali alle 23 non ha fermato la marea della movida a Napoli. Nel primo sabato post lockdown il lungomare di via Caracciolo è stato preso d’assalto fino all’alba. Conseguenze: traffico in tilt fino alle 4, come testimoniano i filmati girati dai residenti, assembramenti e bivacchi. E in tanti, i più giovani soprattutto, senza mascherina.

 

Per fare il loro lavoro due agenti di polizia municipale sono stati aggrediti al Vomero da un 35 enne (sette giorni la prognosi), mentre un collaboratore dell’Ansa è stato minacciato e costretto sul lungomare a consegnare la scheda con le foto che ritraevano un assembramento di ragazzi senza i dispositivi di protezione.

L’intervento di Borrelli. Il consigliere regionale Francesco Borrelli: “Stanotte la parte incivile del nostro popolo – osserva – ha dato il peggio di sé. Non ha alcun senso chiudere i locali alle 23, se poi i ragazzi restano in strada fino all’alba. Servono presidi di polizia fissi nei luoghi più sensibili”. L’esponente verde denuncia “situazioni di puro delirio di gente in preda ai fiumi di alcool e all’inciviltà” e chiede un tavolo di confronto fra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni di categoria per trovare la strategia migliore da attuare nei prossimi weekend per garantire l’accesso ai locali, ma evitando situazioni del genere. Il caos della movida non ha avuto solo la zona di Mergellina come palcoscenico. A Posillipo sono stati visti assembramenti di giovani sugli scogli senza mascherina. “Siamo disperati – denuncia Gennaro Esposito, presidente del comitato Riva Fiorita -. Fino alle 5 del mattino centinaia di ragazzi sono rimasti a far baldoria. Abbiamo chiamato ripetutamente le forze dell’ordine, ma nessuno è venuto ad aiutarci.

La situazione fuori Napoli. Fuori Napoli stesse scene nell’area flegrea, con raduni ravvicinati e poche difese a Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida: “Così non va – osserva il sindaco di Monte di Procida, Giuseppe Pugliese – se si dovessero ripetere le stesse scene di ieri sera mi vedrò costretto a chiudere di nuovo i luoghi di aggregazione”.