Il Covid-19 c’è o è scomparso? Il time-track della situazione epidemiologica italiana

Di Luglio 28, 2020attualità
La situazione del Covid-19 in Italia

Che fine ha fatto il virus del Covid-19 che, a partire dallo scorso marzo 2020, ha messo in ginocchio il Belpaese? Detta così, questa frase risuona come inno al negazionismo, ma risulta essere alla fine anche abbastanza lecita per via di uno snellimento delle terapie intensive e di un semaforo turistico diventato verde in breve tempo.

La pandemia che ha colpito duramente soprattutto in Lombardia è passata, nel giro di due mesi, da un totale di 246,286 casi ai 12,581 attualmente positivi: cosa è successo? Ieri 27 luglio 2020 è stato organizzato dall’Osservatorio permanente sulle libertà fondamentali, e nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, un convegno denominato “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti”, che ha avuto tra i suoi maggiori esponenti l’ex sottosegretario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Armando Siri, il critico d’arte e senatore Vittorio Sgarbi, il leader del Carroccio Matteo Salvini ed il famoso tenore Andrea Bocelli. Tutti, accompagnati da una schiera di medici capitanati da Alberto Zangrillo, il direttore dell’unità di terapia intensiva del San Raffaele di Milano.

Il convegno dei “negazionisti”

«Ho già detto che dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente e questa mia affermazione è condivisa da molti colleghi». Queste sono state le parole di Zangrillo, il quale ha anche sottolineato come, da adesso in poi, la strada sia segnata in un maggiore «ottimismo e buonsenso, evitando gli eccessi». Parola d’ordine: basta con i lockdown. «Essere definito negazionista dopo aver visto personalmente ognuno dei circa 1.200 malati di Covid-19 mi porta a considerare gli autori delle accuse quali persone in malafede», ha inoltre ribadito lo stesso prorettore dell’università Vita-Salute del San Raffaele di Milano.

Il dottor Zangrillo, capo "negazionista" durante il convegno di ieri sul Covid-19

Il dottor Zangrillo, capo “negazionista” durante il convegno di ieri sul Covid-19

Chi è sulla sua stessa lunghezza d’onda sono il virologo dell’ateneo di via Olgettina, Massimo Clementi, ed il direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. Il primo ci ha tenuto a precisare come non si possono identificare come “negazionisti”, bensì come «medici, professori universitari e ricercatori che svolgono il lavoro con sincerità». Il secondo, invece, ha espresso tutta la sua amarezza per la scarsa riconoscenza «dopo tutto il lavoro fatto in corsia contro il Covid-19». Qual è la linea d’attacco? Quella del direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco, Massimo Galli, il quale considerato nella giornata di oggi le affermazioni dei suoi colleghi «inadeguate e di evidente pericolosità». In aperto contrasto con quanto dichiarato nel corso del convegno, Galli ha fatto anche sapere che non vi è «alcuna base dal punto di vista scientifico» e che sia «un messaggio lanciato con evidenti inadeguatezze».

Massimo Galli, fautore dell' "anti-negazionismo" il messaggio vuole essere, invece, più prudente e arroccante

Massimo Galli, fautore dell’ “anti-negazionismo” il messaggio vuole essere, invece, più prudente e arroccante

Ciononostante, la furia “negazionista” non è placata all’ambito prettamente sanitario. «Il saluto con il gomito è la fine della specie umana», ha infatti dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, il quale si è presentato senza mascherina e non ha voluto in alcun modo indossarla. «Non si tratta di essere negazionisti, bensì di ricercare il buonsenso», ha invece avallato la teoria dell’ex viceministro il tenore Andrea Bocelli, che ha anche ammesso di aver «disobbedito» durante il lockdown e di essere «uscito di casa nonostante i divieti». «Conosco tanta gente, ma non conosco nessuno che sia andato in terapia intensiva: perché tanta gravità?», ha infine chiosato. Chi ha chiuso il convegno romano è stato Vittorio Sgarbi, il quale ha spinto affinché questo venisse considerato dall’opinione pubblica come un «manifesto della verità»: «le istituzioni dovrebbero ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più», auspicandosi la creazione di un «comitato scientifico alternativo a quello istituzionale del governo».

E la scuola? I “banchi singoli” «impossibili per settembre»

A meno di due mesi dall’inizio della scuola, la ministra Lucia Azzolina è alle prese con i problemi organici, di sicurezza e di edilizia scolastica. Tutto ciò contornato dalla sempre più improbabile possibilità che i tanto avallati “banchi singoli” siano «impossibili da costruire per settembre per mancanza di acciaio». Da una parte, uno dei produttori, Emilio Salvatorelli di Vastarredo, ha ribadito come «i tempi e le condizioni indicati nel bando siano insostenibili» per via di una mancanza fisica di «33 autotreni carichi d’acciaio e 44 di pannello truciolare». Dall’altra, Massimiliano Di Biase di Arreda La Scuola, ha aggiunto che il «bando andrà deserto».

La ministra Azzolina ha spiegato alla Camera che è tutto sotto controllo e che è arrivato il momento di porre fine a tutte le fake news sui banchi "singoli" da lei voluti

La ministra Azzolina ha spiegato alla Camera che è tutto sotto controllo e che è arrivato il momento di porre fine a tutte le fake news sui banchi “singoli” da lei voluti

Pronta la replica de commissario Domenico Arcuri: «Non possiamo riservare la gara solo alla produzione nazionale, ci rivolgiamo anche produttori europei», ha sottolineato. «Basta allarmismo e fake news», ha invece sbottato la ministra stessa, la quale ha affermato nell’informativa urgente alla Camera dei Deputati tenutasi oggi che «l’obiettivo di settembre è impegnativo ma che si sta lavorando alla ripartenza con spirito di servizio e con un importante sforzo organizzativo».

La strada verso la ripartenza vera e propria sembra essere tutta in salita, tra negazionismo e disfattismo: chi avrà ragione? Il tempo, ossia un eventuale vaccino contro il Covid-19, sarà la (prossima) risposta.