Cronaca

Scuola comincia ed è già sciopero: mobilitazione per il 24 e 25

di  redazione  -  16 Settembre 2020

 

 

Scuola comincia ed è già sciopero: mobilitazione per il 24 e 25

 

NAZIONALE. La scuola comincia ed è già mobilitazione. Il Miur ha confermato lo sciopero del comparto scuola il 24 e 25 settembre 2020, i primi due giorni di scuola in Campania dopo 7 mesi di forzata assenza da parte degli studenti. La mobilitazione, indetta da USB PI, UNICOBAS Scuola e Università, COBAS Scuola Sardegna e CUB Scuola Università e Ricerca, riguarda il personale docente, ATA, educativo e dirigente, a tempo determinato e indeterminato sia in Italia che all’estero. Lo sciopero della scuole dell’intera giornata del 24 e 25 settembre sarà nazionale.

Lo sciopero della fame

“Sciopero della fame e proteste davanti agli Uffici scolastici regionali’. E’ la protesta organizzata dall’Associazione Nazionale Liberi Insegnanti. “La nostra e’ una storia annosa che non ha mai avuto una soluzione ne’ politica ne’ giudiziaria per mancanza di volonta’ da ambo le parti”, spiega Alessandra Gammino Presidente Anli. Una vicenda iniziata “nel 2007 con il Governo Fioroni con il cambio delle graduatorie fino a sfociare con un maxi ricorso nel 2014 tramite il Consiglio di Stato con sentenza passata in giudicato per 10.000 Diplomati Magistrali e per gli altri 10.000 no… Una sentenza che ancora oggi ha del mistero”.

 

“Sono 15 anni che si chiede la stabilizzazione per titoli e servizi per i Diplomati Magistrali precari e a oggi, nonostante manifestazioni perpetrate negli anni e sit in di presidio, nulla e’ cambiato Abbiamo chiesto diverse volte un incontro con Viale Trastevere e con la Ministra per discutere anche con la parte politica di maggioranza ma si e’ sempre negata. Siamo disperati e senza dignita’, ci hanno tolto il lavoro nonostante le cattedre siano scoperte e noi rimaniamo in casa ad attendere l’ardua sentenza. Da 9 giorni abbiamo intrapreso lo sciopero della fame come protesta ma tutto tace. Domani, saremo presenti presso gli Uffici scolastici regionali di ogni piazza d’Italia per protestare contro questo sistema illegittimo