Nuovo Dcpm beffa pure regioni gialle: lockdown tutti i weekend e stop viaggi tra regioni

 

NAZIONALE. Chi si attendeva un allentamento delle restrizioni dopo il 7 gennaio rimarrà quasi certamente deluso. Soprattutto nelle regioni come la Campania dove l’Rt è basso e che quindi potranno fregiarsi della zona gialla. Il nuovo Dcpm che sta preparando il Governo infatti sembra ricalcare quello natalizio almeno nelle modalità scelta per far abbassare la curva del contagio o almeno limitarne la crescita.

Weekend rossi

Secondo Repubblica, infatti, il Governo sta decidendo di istituire weekend di zona rossa anche in tutta Italia: in pratica esattamente come sta avvenendo ora nei festivi bar, ristoranti, centri commerciali e negozi rimarrebbero chiusi. In Campania – qualora venisse confermata la probabile zona gialla – le attività di ristorazione rimarrebbero aperte fino alle 18 dal lunedì al venerdì limitandosi all’asporto e al delivery nel resto della giornata. Confermato il divieto di mobilità tra regioni se non per motivi di lavoro, necessità e salute.

Regioni a rischio

In tutto questo si sta pensando ad una zona gialla rafforzata e a cambiare i criteri per far scattare le zone rosse e arancioni. Con gli attuali parametri tre regioni sarebbero in zona arancione dal 7 (Calabria, Liguria e Veneto), altre tre sono in bilico (Basilicata, Lombardia e Puglia) e altre tre sono monitorate (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche). Il resto d’Italia diventerebbe zona gialla ad eccezione dei weekend.

L’attuale Dcpm in vigore fino al 6

Sono complessivamente 10 i giorni in cui sarà estesa a tutta Italia la zona rossa: 24-25-26-27 e 31 dicembre, 1-2-3-5 e 6 gennaio. In tutto il paese valgono dunque le regole finora adottate nelle regioni rosse: sarà “vietato ogni spostamento in entrata e in uscita” sia tra le regioni sia tra comuni e all’interno degli stessi “salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. E’ sempre possibile rientrare alla propria abitazione o domicilio. Sono inoltre chiuse le attività commerciali al dettaglio – ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole e tabacchi – e i bar, i ristoranti, le gelaterie, le pasticcerie e i pub, che possono effettuare solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto. E’ invece consentito svolgere sia attività motoria, “individualmente” e “in prossimità della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione”, sia attività sportiva, ma anche questa solo in forma individuale ed “esclusivamente all’aperto”.

L’Italia sarà invece tutta arancione nei giorni ‘lavorativi’ all’interno delle due settimane delle vacanze natalizie: il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. Rispetto alla zona rossa, due sono le differenze principali: sono aperti i negozi ed è sempre consentito lo spostamento all’interno del proprio comune di residenza. Il decreto introduce però una norma a favore dei piccoli comuni: sono infatti consentiti gli spostamenti dai paesi con una popolazione non superiore a 5mila abitanti per una distanza di massimo 30 chilometri “con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

Per tutto il periodo delle festività natalizie il governo ha però introdotto una deroga ai divieti, che sarà dunque valida sia nelle giornate in cui l’Italia sarà ‘rossa’ sia in quelle in cui sarà ‘arancione ed è quella per consentire comunque ai parenti più stretti di vedersi per il cenone “lo spostamento verso le abitazioni private – si legge nella bozza del decreto – è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22 verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.