Gratta e vinci, la camorra compra i biglietti vincenti: così ricicla il denaro sporco

NAPOLI. Da giorni non si fa altro che parlare di Gratta e vinci, soprattutto in relazione ad alcune pagine della cronaca nazionale, ma non tutti sanno che questo sistema di gioco d’azzardo delle lotterie nazionali viene spesso usato dai clan per il riciclaggio del denaro sporco.

Il modus operandi delle organizzazioni criminali è all’incirca il seguente: dopo aver ricevuto una soffiata sul vincitore da degli informatori, possono mettersi in contatto con quest’ultimo e offrirsi di acquistare il biglietto vincente ad una cifra più alta di quella della vincita.

In questo modo, il possessore del ticket è ingolosito da una riscossione più ricca e la banda può, incassando regolarmente la vincita del Gratta e vinci, liberarsi della patata bollente del denaro sporco.

Una dinamica, questa, molto pericolosa, che rende ancora più difficile il compito delle forze dell’ordine nell’ambito di inchieste, ad esempio, sul traffico di droga e sullo sfruttamento della prostituzione. In passato, però, com’è emerso da diverse indagini, questo sistema è stato utilizzato anche da aziende private per conto di associazioni criminali di stampo mafioso.

Risale, ad esempio, al 2014 la scoperta fatta a Gela, in provincia di Siracusa, grazie alle segnalazioni di alcuni collaboratori di giustizia: una famiglia, nota in città per grande passione verso il gioco, in realtà acquistava i biglietti vincenti al fine, appunto, di riuscire a riciclare indisturbata grosse somme di denaro.

A Bari, invece, nel 2008, il nucleo operativo dei carabinieri riuscì a portare alla luce le dinamiche molto simili di un clan della malavita locale. Anche in questo caso, i ticket vincenti venivano acquistati dai fortunati possessori corrispondendo una somma superiore, dal 5 al 10%, a quella della vincita.

Insomma, quello che per molti è soltanto uno sfizio da concedersi con il resto della spesa, può diventare uno strumento di riciclaggio ed evasione fiscale di difficile individuazione. Dunque, qualora la dea bendata per una volta si dimostrasse dalla nostra parte, faremmo bene ad agire con molta cautela.