Marijuana coltivata sui terreni di Stato: la mappa delle zone più fertili della provincia

NAPOLI. La pianta di canapa, dalle cui infiorescenze degli esemplari femminili si ricava la marijuana, in passato era molto diffusa non soltanto nelle aree mediterranee, ma anche nel Europa centrale. La sua grandissima capacità di adattamento, infatti, la rendeva adatta alla coltivazione anche laddove altre piante cosiddette ‘industriali’ non riuscivano ad attecchire.

Col passare degli anni, però, la produzione di questa pianta dai molteplici utilizzi è calata drasticamente. Per farci un’idea più precisa, ci viene in soccorso un dato diffuso dall’Assessorato all’Agricoltura della regione Campania: su tutta quanta la superficie nazionale, si è passati dagli 80.000 ettari destinati alla coltivazione di canapa del 1910, ai soli 183 del 2010 (di cui trenta nella nostra regione).

Questo, ovviamente, per quanto riguarda i dati ufficiali relativi alla produzione nel rispetto delle norme statali. Ma quanti sono, invece, gli ettari destinati alla coltivazione abusiva della marijuana? In Campania, e in particolar modo nella provincia di Napoli, ci sono dei terreni particolarmente fertili per la pianta. Questi territori vengono sfruttati dai narcos, i quali si servono a volte anche di tecnologie all’avanguardia, per la produzione e lo smercio di sostanze stupefacenti.

Tra le zone migliori per la coltivazione della marijuana è impossibile non citare Lettere, Gragnano, Castellammare di Castellammare di Stabia, i Monti Lattari sui quali, poco più di un mese fa, i carabinieri hanno addirittura rinvenuto una coltivazione sotterranea. 270 le piante che, data la loro proverbiale resistenza, riuscivano a crescere sotto la superficie del suolo, completamente al sicuro da occhi indiscreti.

Questa serra invisibile era dotata di tutti quanti i sistemi indispensabili alla produzione: energia elettrica e impianto di irrigazione. Ma quante sono le piantagioni che ogni anno sfuggono ai controlli delle forze dell’ordine? Forse molte di più di quelle destinate alla coltivazione di cannabis legale, quella, cioè, con una concentrazione di THC non superiore allo 0,5%.