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Concorsone bloccato dal Tar, dalla Regione: subito ricorso al Consiglio di Stato. De Luca nella bufera

Napoli. “In aggiunta ad analoghe iniziative comunicate dal Formez, dalla Funzione Pubblica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri”, la Regione Campania, informa una nota, “ha dato
mandato all’Avvocatura di ricorrere al Consiglio di Stato per chiedere l’immediata sospensiva dell’ordinanza della Quinta Sezione del Tar Campania che ha bloccato la procedura Ripam per il cosiddetto ‘Concorsone’, gestito dal Formez, per l’assunzione di 950 unità Categoria D presso le pubbliche amministrazioni della Campania”. L’Amministrazione regionale “confida su una decisione positiva da parte del Consiglio di Stato, essendo, la procedura e le modalità di selezione del Concorsone, identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici”. Non stanno mancando le reazioni e a finire nel mirino soprattutto il governatore Vincenzo De Luca.

 

Ciarambino: una presa in giro, De Luca chieda scusa. “Le ultime parole famose di celebrazione del maxiconcorso elettorale, già tramutatosi in maxiricorso, De Luca le ha pronunciate anticipando di qualche minuto la sentenza del Tar che sospende le prime procedure di assunzione. E se, come temiamo, le procedure in base alle quali non sarebbe stato garantito l’anonimato fossero state adottate per tutte le prove, rischiamo di trovarci al cospetto di una enorme presa in giro per candidati che hanno realmente creduto nel sogno di un’occupazione”. Così la capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino. “Persone già deluse per le lungaggini ingiustificate per le correzioni delle prove, con un’attesa fino a tre mesi e che ora, per effetto di ricorsi a pioggia, dovranno attendere chissà quanti anni ancora per vedersi materializzata la possibilità di un’assunzione. Ammesso che per quel tempo gli enti presso i quali i vincitori dovrebbero prestare servizio, non si trovino in condizioni di dissesto tali da impedire di procedere ad assunzioni di qualunque genere”, sottolinea. “Strappano un sorriso amaro – prosegue Ciarambino – le affermazioni di De Luca, secondo cui il Governo dovrebbe prendere addirittura esempio dal suo concorsone. Di certo non sotto il profilo della trasparenza, né tantomeno della tipologia di procedure adottate. Né per aver dirottato su quella che è chiaramente una manovra elettorale ben 100 milioni di risorse sottratte al Fondo sociale europeo. De Luca ha oggi il solo e unico dovere di chiedere scusa alle decine di migliaia di candidati che hanno studiato giorno e notte, inseguendo un sogno costruito attorno ad annunci esclusivamente propagandistici. Un piano lavoro fallito in partenza, al pari della becera strategia elettorale messa in piedi dal governatore della Campania”.

Ronghi: De Luca-Formez flop assicurato. “La decisione del Tar di sospendere il concorsone è la conseguenza di una procedura partita male e finita peggio”. É quanto afferma il dirigente di FdI, Salvatore Ronghi. “Fin dal primo giorno, si appalesarono disfunzioni organizzative a dir poco incredibili” sottolinea Ronghi per il quale “l’esito di questa procedura è la cartina di tornasole dei fallimenti di De Luca e della sua maggioranza. Vuol dire che spetterà al centrodestra mettere in campo procedure legittime e trasparenti per rimediare a tali fallimenti”.

Borrelli, poco trasparenza fin dall’inizio. “Il concorso Formez-Ripam indetto dalla Regione Campania, per l’assunzione di 950 unità di personale, è stato sospeso dal Tar della Campania, fino al prossimo 6 ottobre, quando si terrà l’udienza che dovrà definire il processo. Alcuni esclusi hanno fatto ricorso sostenendo la tesi del mancato rispetto dell’anonimato, infatti i fogli delle risposte delle prove ed i cartoncini anagrafici con su apposti i talloncini con codice a barre identificativo non furono chiusi in buste sigillate”. É quanto afferma il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. “La poca trasparenza e chiarezza di questo concorso si era già manifestata sin dall’inizio con i ritardi e gli errori delle correzioni delle prove che noi abbiamo più volte segnalato anche con interrogazioni e question time che hanno prodotto pesanti polemiche pubbliche con gli
organizzatori” aggiunge. “Vigileremo affinchè tutto si risolva per il meglio e che sia fatta chiarezza una volta per tutte. Aspettiamo la decisione dei giudici del Tar ma se lo svolgimento di questo concorso non è stato eseguito in modo lecito, se ci fossero stati davvero imbrogli da parte degli organizzatori essi dovranno pagare nel modo più duro di tutti anche con la galera” conclude l’esponente dei Verdi.